Carissimi lettori e possibili prossimi amici, perché dare la parola al Marzocco e perché chiamarle ciane?

Ecco un breve cenno storico su questo personaggio e sulle ciane.

Ciana ovvero pettegolezzo, chiacchiera, anche tagliare i panni addosso a qualcuno. Una lunga storia fiorentina di popolo ma anche di letteratura. Infatti tanto tempo fa in San Frediano, il quartiere popolare e fiorentino, avevamo la Festa della Ciana, e possiamo immaginare quante dicerie prendevano corpo in quei giorni, ‘unsi salvava nessuno!!

E nel 1738 addirittura un melodramma scritto da A.Valle si intitolava “Madama Ciana”. La chiacchiera si vestiva di cultura. E un bravo leone come il Marzocco, a star sempre lì in piazza sai quante cose viene a sapere?

Lui è figlio di Donatello, e perciò considerato il grande rappresentante di tutti i leoni che per secoli vissero in Firenze, allevati accuditi e amati dai fiorentini, che erano contenti quando ne nasceva uno perché portava bene, ma anche impauriti, perché portava male, quando uno di loro moriva.  Tanto è vero che quando morì Lorenzo il Magnifico, due di loro si uccisero nella stessa nottata. L’amore per i leoni sembra sia nato a Firenze con la legione che la fondò, perché la stessa era dedicata al Dio Mitra, e sul petto aveva l’immagine di un leone, animale che rappresentava il Dio. Quel Dio mediorientale, con molte somiglianze con Cristo, nato da donna vergine il 25 Dicembre e morto a 33 anni. Ecco perché se ti guardi in giro per Firenze di leoni ne vedi tanti. Al Marzocco, dunque, piace un po’ cianare, raccontare quel che vede e quel che sente. Basta dargli il via, è un chiacchierone come un po’ tutti i fiorentini.

E noi sfrutteremo questa sua tendenza, per spettegolare su tutto quel che viene a sapere, vivendo sull’uscio di’Comune di Firenze. Glielo faremo raccontare, con i suoi giudizi, e le sue ammiccate. Ci divertiremo.

E se ci volete parlare con lui, scrivete e noi vi faremo rispondere.

Con calma, però, Marzocco ha perso gli impeti leonini.

E’ un pigrone …ma buon osservatore

 

Franco Pericoli