-‘Giorno Marzocco, ma cosa ridacchi??

-Eheeee ce n’è sempre di cose da ridere. Sono contento di parlarne adesso con te e non all’inizio dell’Esposizione, la famosa e maltrattata Expo. Se questa iniziativa mondiale va avanti dalla fine Ottocento ce ne sarà bene una ragione, non credi? Ed ora ti spiego.

In questi giorni ho sentito tanti di quelli che “sanno tutto” e sempre per primi parlare dell’Expo.

Sembravano due Bartali !! Per loro l’Expo è una bufala, tutto le costruzioni dell’Expo son da distruggere. Nessuno le ricorderà. E poi brutte, inutili e portavano proprio a esempio l’Albero della Vita.

E quante ne avevo sentite nell’Ottocento, sui nuovi viali di Firenze, che non servivano. Un giornalista e scrittore fiorentino, Pietro Coccoluto Ferrigni meglio conosciuto come Yorick figlio di Yorick, disse cose buonissime sui viali, il viale dei Colli e sul Piazzale che Michelangelo contro i tanti che dicevano che erano inutili i viali e chi vuoi che ci vada fin lassù al Piazzale e poi per vedere cosa?! Eppure Firenze è sempre stata meta di turismo e visite culturali nei secoli.

Meno male che queste opere, la torre a Parigi e i viali a Firenze, hanno retto alle chiacchiere. E non sempre le critiche vengono dal popolino ma sono anche di intellettuali, di “acculturati”

Pensa solo alla Torre Eiffel, più di 6 milioni di visitatori all’anno, e 250 milioni da quando l’hanno tirata su. Il sito artistico, chiamiamolo così, più visitato al mondo. Se tutto il brutto fruttasse questo…

-Io ci sono stato e non me ne vergogno, un panorama stupendo. E poi non credo che molti sappiano che la Torre è stata costruita in due anni dal 1887 al 1889, pronta per l’Expo del 1889. Anzi, sai che ti dico, ma solo a te, non credo siano molti gli italiani che si sono ricordati di questo appuntamento mondiale, molti hanno creduto che sia una iniziativa estemporanea per buttar via i soldi in tangenti.

-Ne sono sicuro pure io. Anche perché nei nostri giornali poco se ne è parlato. Pensa che a Shanghai in Cina, nell’Expo del 2010, il padiglione dell’Italia fu il più visitato, oltre 6 milioni, dopo quello cinese cioè quello “di casa”, e la nuova società ricca cinese, sempre alla ricerca del bello, del nuovo… e del costoso, ha conosciuto in diretta l’Italia creativa, la nostra moda, i nostri arredamenti, la nostra cultura di vita, e tutti quei visitatori si innamorarono del nostro “gusto”. Un buon successo commerciale, dovuto a Expo, di cui i frutti li stiamo raccogliendo ancora ed anzi aumenteranno. L’industria italiana sfrutterà quel successo di pubblico e la conoscenza che questa edizione del 2015 ci porterà.

-Ciao Marzocco, alla prossima Ciana