-Difficile ma non impossibile. Pensa che siamo a Firenze. Per secoli un punto culturale scientifico di civiltà e di esempio nel mondo.
Al tempo di Dante Firenze era una città di 100.000 abitanti, come Parigi e il doppio di Londra
-Si Marzocco, anche io sono ottimista e orgogliosamente fiorentino. Ma hai sentito i discorsi, le critiche per i nuovi direttori stranieri ai nostri musei, Uffizi… Accademia … Bargello e gli altri in Italia
-Doveva accadere, il Louvre fa 5 volte in 12 mesi gli incassi di tutti i nostri musei e siti archeologici d’Italia sempre in un anno. E non perché i loro studiosi d’arte sono più bravi, ma perché hanno dirigenti, liberi, che sanno richiamare e accogliere i visitatori e far rendere il loro patrimonio. Molti studiosi italiani sono alla direzione di musei stranieri con grandi risultati artistici e economici. In tutto il mondo esiste questa abitudine, dirige chi, a giudizio del Museo o della struttura preposta, è ritenuto capace, e la cittadinanza non influisce.
-Giusto, lo sapevo, ma nei nostri giornali non ne viene mai accennato di questi successi. Il capo del Centro Scientifico di Ginevra ad esempio è italiana, una donna, ma nei giornali di tutte le tendenze preferiscono 7 pagine per il funerale mafioso di Roma e continuano per più giorni, mica si è raccontato due anni fa che un nostro scienziato è andato ad occupare un posto così di prestigio. Questa promozione vuol dire che all’università, malgrado figliolanze e parentele, si studia e chi ha voglia ottiene risultati in Italia e all’estero.
Diversi musei in vari stati nel mondo hanno direttori italiani, ma non abbiamo mai sentito dire o letto nei loro più importanti quotidiani che quelle promozioni erano “cialtronate” detto da studiosi di quegli stati.
-Ecco, le hai dette tu, fiorentinaccio, le ragioni del nostro perdurante ottimismo che dobbiamo avere nell’Italia. Università che sfornano ottimi ragazzi che si faranno valere nei musei nei laboratori e sulle cattedre di università straniere ecc. ecc.
Ti sembra poco?
-Hai ragione Marzocco, non è l’intelligenza che ci manca.
Magari un po’ di onestà?!?!?
Che dici Marzocco, aumenterà l’onestà?