E’ considerato il primo disk jockey italiano, ma nei suoi 50 anni di carriera ha spaziato un po’ in tutti gli ambiti dello spettacolo diventandone uno dei più brillanti, ironici e poliedrici rappresentanti del nostro Paese. Autore, conduttore e regista di programmi televisivi, showman, regista cinematografico, musicista, interprete, autore e compositore di canzoni, giornalista e critico musicale, inventore di nuovi generi, nonché infallibile talent scout di tanti personaggi, fra cui Roberto Benigni, Giorgio Bracardi, Milly Carlucci, Maria Grazia Cucinotta e Ilaria D’Amico.
Renzo Arbore ha voluto celebrare questo straordinario percorso di vita artistica che ha innovato e caratterizzato la nostra radio e televisione ma anche gli stessi costumi italiani, con due iniziative: un libro “E se la vita fosse una jam session? Fatti e misfatti di quello della notte”, autobiografia curata dalla giornalista Lorenza Foschini e una mostra allo spazio ‪#‎Macro‬ di Roma, in cui espone e in parte vende un infinito numero di oggetti, ricordi e “cianfrusaglie” – come lui stesso le ha definite – nonché documenti audio e video di vario tipo collezionati e raccolti nell’arco di una vita. Dalle cravatte e camicie con fantasie e colori più strani e variegati, che nessun altro avrebbe il coraggio d’indossare, alla collezione di radio in bachelite, dischi, suppellettili, souvenir e pezzi rari, seppure talvolta di poco valore, ma soprattutto singolari e divertenti. E anche il motto della Mostra è “Lasciate ogni tristezza voi ch’entrate!” perché con la sua famosa ed elegante leggerezza ha detto “vorrei davvero trasmettere la voglia di stare insieme e divertirsi, che ha caratterizzato la mia televisione e il mio lavoro!”
In effetti l’allestimento ricreato nello spazio del Testaccio fa sentire il visitatore a proprio agio, come se fosse accolto direttamente in casa dello show man foggiano, che fino a poche settimane fa conservava lì gran parte dei cimeli esposti.
Ma questo signore d’altri tempi che però a dispetto dell’anagrafe (il 24 giugno del 2017 compirà 80 anni) è sempre all’avanguardia ed è ancora alla ricerca di continue innovazioni, fra una tournée e l’altra in giro per il mondo con i concerti della sua Orchestra Italiana, non dimentica di occuparsi delle persone più deboli. Una parte degli oggetti sarà in vendita e il ricavato verrà devoluto alla Lega del Filo d’oro, Associazione con sede a Osimo (Ancona) che assiste, educa e riabilita nella società persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali,
di cui Arbore è testimonial dal 1964, ancor prima di debuttare in Rai e diventare famoso con lo storico programma radiofonico, ‪#‎BandieraGialla‬, datato 1965.
La mostra prosegue fino al 3 aprile.

Elisabetta Mereu