Sono passati pochi giorni dal “giorno della memoria” e tra i tanti libri letti usciti uno mi ha colpito più di altri. Lo scrittore, classe 1923, è un uomo che ha dato alla terra gran parte della sua vita, l’ha amata e ne è stato ricambiato. Un uomo che ha studiato nei “campi” e che di quei campi conserva la freschezza e l’immediatezza della scrittura necessaria ad un racconto di vita.  Era il 1943 quando Dante Rabatti parte allievo carabiniere. Forte, giovane, di sani e solidi principi, l’autore di “Il resto è storia” affronta la prigionia e quella guerra assurda come tutte le guerre aiutato dalla forza della sua immaginazione, dal pensiero positivo che sempre, come un faro, emergeva dalla sua coscienza. Prigioniero a Samo, nelle isole dell’Egeo, Rabatti racconta la quotidianità della prigionia prima nei Balcani poi in Germania e lo fa mettendo il lettore davanti alle sue scelte, meditate o improvvise, che gli hanno permesso di tornare alla sua famiglia e ai suoi campi a Reggello, in Toscana.

Una scrittura scorrevole, semplice e diretta, che porta dentro al cuore di un giovane uomo travolto dal conflitto. Ciò che Dante Rabatti ha messo in atto in quegli anni oggi  sono  oggetto di studi sofisticati come ascolto della voce dell’anima, visualizzazioni positive, ferma fede del cambiamento, rigenerazione energetica e altro ancora.

Angelo Rabatti ha scritto sicuramente un libro di memorie, ma al suo interno, tra le righe semplici di quella scrittura elementare, che l’editore così ha voluto lasciare per non togliere la freschezza immediata che il lettore raccoglie, c’è il segreto della vita.

Roberta Capanni

Il resto è storia, Dante Rabatti,  Romano, 2016 € 12,00