E’ stato definito il pittore “della luce radente” per la sua abitudine a posizionare nel suo studio delle lanterne – in determinati punti – per far in modo che i modelli venissero illuminati solo in parte. E indubbiamente ciò che caratterizza i dipinti di Michelangelo Merisi (o Amerighi), noto universalmente come il Caravaggio (Milano, 29 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610) è proprio questo forte contrasto di luci e ombre. Attraverso questo artificio evidenziava le parti della scena che riteneva più interessanti lasciando il resto del corpo nel buio dell’ambiente.
La sua rivoluzione pittorica e la caratteristica del suo repertorio del tutto singolare per l’epoca, sta nel naturalismo della sua opera, espresso nei soggetti dei suoi dipinti – giovani presi dalla strada e messi in posa, accompagnati da cesti di frutta, calici e oggetti di vetro – oltre che nelle atmosfere quasi teatrali in cui le figure emergono in una forma tridimensionale e con un “realismo drammatico“, come ha sostenuto il critico d’arte, ‪#‎GiulioCarloArgan‬. Rifiutava le convenzioni, rinunciava alla ricerca del “bello” e mirava al vero!
Attraverso le sue opere spesso maestose ( la più grande ed unica con la firma del pittore fu la Decollazione di San Giovanni Battista), ha riprodotto su tela gli innumerevoli e contrastanti stati d’animo e le diverse vicissitudini affrontate durante la sua breve esistenza. Morì infatti a soli 39 anni dopo aver trascorso gli ultimi quattro in costante fuga per scampare ad una pena capitale che gli era stata comminata essendosi reso responsabile di un omicidio durante una rissa.
Grazie alla sua fama universale di Caravaggio si conoscono bene i meravigliosi capolavori realizzati e anche i momenti travagliati della sua vita privata.
Ma l’etica religiosa di quello che è stato uno dei più celebri pittori italiani di tutti i tempi – il cui ritratto fu stampato anche sulle banconote da centomila lire – forse è meno nota al grande pubblico. ”Il motivo religioso è anche sociale: il divino si rivela negli umili” – disse Argan.
Questo tema religioso è anche il fil rouge che ha contrassegnato la conferenza tenuta dalla docente di Letteratura, Daniela Cappelli, di Firenze alla presenza di un pubblico molto incuriosito, riunito presso la Casa di Giotto a Vicchio di Mugello in Toscana.
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