Nella foto di Pietro Savorelli: Gazing Ball (il Fauno di Barberini) nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio.
Come sempre succede a Firenze quando capita qualcosa di nuovo, le polemiche non mancano. Grazie a Fabrizio Moretti e alla galleria David Zwirner, è arrivato a Firenze Jeff Koons. Non sono polemiche inutili, perché contribuiscono a dar visibilità all’evento, alla città e alla manifestazione collegata: la Biennale dell’Antiquariato, che proprio grazie a Fabrizio Moretti toglie il polveroso completo gessato e indossa i colori di Jeff Koons, per brillare meglio all’estero. La differenza si può notare camminando sui lungarni del centro, per ammirare persone eleganti, molti gli stranieri, confluire a Palazzo Corsini. Non male, dopo una stagione di ciabatte, shorts e magliette senza maniche. Ma torniamo al protagonista dell’evento, Jeff Koons. Quando gli ho chiesto se si sentiva a suo agio tra le polarità di cui ha parlato in conferenza stampa, l’arte classica e rinascimentale e l’arte contemporanea, ha citato l’esempio dei greci che inserivano con disinvoltura nella quotidianità e nella contemporaneità quell’arte che oggi consideriamo assolutamente classica. Felice di essere a Firenze, ha spiegato la sua presenza con convinzione, guardandomi dritto negli occhi, gentile e sorridente. Due sue opere sono esposte a Firenze fino al 28 dicembre 2015 a Palazzo Vecchio. La prima, Plutone e Proserpina, è in Piazza Signoria, sull’arengario di Palazzo Vecchio. Alta più di tre metri, in acciaio inox, è lucidata a specchio e con una cromatura in color oro. Assorbe e riflette le immagini della facciata di Palazzo Vecchio e della piazza. L’illuminazione notturna contribuisce a evidenziarne e forme luccicanti.
La seconda Gazing Ball (il Fauno di Barberini) è nella Sala dei Gigli. Appartiene alla serie Gazing Ball, calchi in gesso di sculture del periodo greco-romano cui l’artista ha aggiunto, in precario equilibrio, una sfera di colore azzurro brillante, dalla superficie a specchio.


Per vedere Gazing Ball (il Fauno di Barberini) è necessario il biglietto per entrare al Museo di Palazzo Vecchio. Orari: fino al 30 settembre, tutti i giorni escluso il giovedì: 9-23; giovedì: 9-14
Da ottobre fino a fine mostra, tutti i giorni escluso il giovedì: 9-19; giovedì: 9-14

Vito Abba