“Per lui tutto poteva trasformarsi in una tela su cui trasferire la smisurata creatività, le sensazioni, lo stato d’animo del momento: il foglio di un’agenda, un sacchetto di plastica bianca, perfino il pannello di una porta del salotto di casa”. Così raccontano Benedetto e Rosalba, figli di Tonino D’Orio pittore di origine laziale e artista a tutto tondo. In gioventù esternò la sua poliedrica personalità in molti ambiti: musica, recitazione, regia teatrale ma fu con il trasferimento in Toscana e la frequentazione dei pittori neo-impressionisti di Firenze, che trasformò la sua attività pittorica da amatoriale a professionale, diventando in poco tempo molto famoso ed apprezzato! Pur essendo un abile comunicatore il pittore preferiva lasciare alle sue opere il compito di esternare i propri sentimenti e malinconie, trasformandole in tanti diari, custodi di segrete confessioni.
E personalizzava il retro delle tele con il segno del pollice intinto nel colore rosso, a significare che l’impressione della realtà è diversa per ognuno di noi, proprio come l’impronta digitale!
Espose in oltre 150 mostre personali e collettive ed ebbe grande notorietà e prestigiosi riconoscimenti in Italia e all’estero, ma proprio in un momento in cui la sua carriera si apprestava a toccare vette altissime scomparve improvvisamente all’età di 61 anni.
La moglie Wanda (con lui nella foto sotto) e i due figli sconvolti da questo evento decisero di ritirare dal mercato tutti i suoi quadri. Era il 1977 e da allora si venne a creare un progressivo oblio nei confronti della produzione pittorica di Tonino D’Orio.
A distanza di 40 anni è stato però riproposto al grande pubblico con un evento celebrativo in occasione del primo centenario dalla sua nascita, avvenuta nel 1916, a Roccasecca, in provincia di Frosinone. Nella mostra antologica, ospitata fino al 15 maggio, presso la Casa di Giotto, a Vicchio di Mugello, in provincia di Firenze sono stati esposti 40 quadri, alcuni dei quali inediti, di proprietà degli eredi, Benedetto e Rosalba.

Elisabetta Mereu