Presentata oggi la mostra Tempo Reale e tempo della realtà dedicata all’importante collezione di orologi conservati a Palazzo Pitti. Circa sessanta orologi esposti, da un patrimonio totale di oltre 200 esemplari. La mostra, curata da Enrico Colle e Simonella Condemi, è accompagnata da un bel catalogo edito da Sillabe.

Tempo Reale e tempo della realtà – Gli orologi di Palazzo Pitti dal XVII al XX secolo
Galleria d’arte moderna, Palazzo Pitti, Firenze
13 settembre 2016 – 8 gennaio 201
Biglietti: intero € 13.00; ridotto € 6.50
Orari: martedì – domenica ore 8.15 – 18.50; la biglietteria chiude alle 18.05
Chiuso il lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio

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Nella foto un Orologio da persona, di manifattura svizzera, 1820-1830 circa, oro, ametiste, perle, vetro; cm 6,1 × 4,2 × 1,3. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Tesoro dei Granduchi, provenienza: Collezione Lucia e Carlo Barocchi
Dalla scheda di Donata Grossoni apprendiamo che l’orologio “si inserisce in una precisa tipologia di moda tra gli Anni Venti e Trenta dell’Ottocento”. Due esemplari simili sono conservati rispettivamente al Metropolitan Museum di New York e al Victoria and Albert Museum di Londra.

Dalla presentazione di Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi:
La mostra Tempo Reale e tempo della realtà è un omaggio alle collezioni medicee di orologi, che pur soggetti a ripetuti smaltimenti nel corso dei secoli per obbedire ai dettami della moda, e pesantemente saccheggiati durante l’occupazione napoleonica, lo stesso costituiscono una delle più vaste raccolte tuttora esistenti di questo genere. Ed è anche un omaggio al loro contenitore, Palazzo Pitti, che nelle sue sfarzose decorazioni ripercorre frequentemente il tema della scansione del tempo (come illustra bene nel suo saggio Maria Sframeli), e insieme della caducità delle cose terrene, tanto che la Reggia stessa potrebbe essere interpretata come una gigantesca vanitas.
Apprezzati anche a Firenze non solo come oggetti d’arte, spesso di lusso e pregio inaudito, ma anche per il fatto di essere automi meravigliosi – come si sa dalle fonti fin dai tempi di Lorenzo il Magnifico – gli orologi delle collezioni medicee e lorenesi ci restituiscono l’immagine di una corte dove le competenze meccaniche e tecniche erano ammirate non meno delle doti creative degli orafi che inserivano i meccanismi entro complesse decorazioni (molto spesso popolate di allegorie sul Tempo) e dove addirittura si stipendiava un orologiaio per mantenere in ordine i delicati meccanismi di questi oggetti preziosi.

L’allestimento, ideato da Simonella Condemi e Mauro Linari, colloca gli orologi in una stimolante scenografia di arredi e dipinti coevi, accompagnati da strumenti scientifici, come la replica del Giovilabio di Galileo o diversi esemplari di orologio solare, provenienti da altri musei fiorentini quali il Museo Galileo e il Museo Stibbert. Ancora una volta quindi, come nella storia illustre di Firenze, scienza e arte si incontrano.

Vito Abba

Foto: Orologio da mensola, cassa e meccanismo: Louis Courvoisier & Comp.e 1811-1814
bronzo dorato e smalti policromi, base in legno impiallacciato e bronzo dorato; cm 57 × 42 × 23
Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti