Definire questo artista è già sicuramente un errore perché in qualche modo si rischia di chiuderlo dentro uno spazio troppo circoscritto. Mentre guardando i suoi lavori che siano quadri o allestimenti architettonici e d’arredo si capisce subito che se c’è una parola a lui sconosciuta questa è limite! Non ha limite infatti la fantasia del fiorentino Puccio Pucci nel creare oggetti artistici derivanti da un’infinità di materiali recuperati e riciclati, ridando loro nuova vita e funzione, forme e colori. Frammenti di legno, pezzi di ferro arrugginito, vecchie scatole di latta o vari utensili e attrezzi destinati all’abbandono o alla distruzione subiscono un’impensabile metamorfosi che trasforma ognuno di essi in un piccolo scrigno di poesia. Opere da ammirare e scoprire lentamente in ogni più piccolo dettaglio, lasciandosi trasportare dalle emozioni e dall’incanto che esse suscitano, facendoci tornare un po’ bambini, dall’immaginazione sconfinata! Proprio come quella dell’artista quando immagina, assembla e crea queste cose che riprendono una vita nova. In questo 2017 Puccio Pucci festeggia i suoi 35 anni di carriera alternata fra l’attività di architetto, scultore e pittore in molte mostre personali e collettive, alcune esposizioni permanenti o allestimenti in Italia e all’estero: Spagna, Svizzera, Belgio, Portogallo, Francia, Libano, Kenya, Stati Uniti, Cina, Corea.

Dal 4 al 19 febbraio alcune sue opere possono essere ammirate a Scultorea, la mostra promossa da Auditorium al Duomo e Fondazione Romualdo Del Bianco con l’Associazione Toscana Cultura e il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze, presso lo Spazio ICLAB (Intercultural Creativity Laboratory) in viale Guidoni 22 a Firenze.

Elisabetta Mereu